The Tree of Life

Come nasce un Fiorellino?


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Alcune delle fotografie di famiglia della mia nonna paterna

Alla scoperta della genealogia

“Nonna, chi c’è in questa foto insieme a te?”.
In un’uggiosa domenica pomeriggio del novembre 2016, ho cominciato uno straordinario viaggio nella storia della mia famiglia quasi per gioco. Una scatola di fotografie in bianco e nero, tanti volti a me sconosciuti, storie e nomi che ormai soltanto la nonna paterna e sua sorella possono custodire.
Così si è scatenata la curiosità. Prima fare domande, poi tracciare linee temporali, linee di successione e andare… Alla ricerca del tempo perduto.

Ho fatto chiarezza nella confusione di appunti e nella moltitudine di nomi e luoghi che mi si paravano davanti con tanta pazienza e lentamente nelle prime settimane sono riuscita a costruire i primi rami del mio albero genealogico.

A questo punto la storia si è fatta impegnativa e la curiosità è diventata dedizione.
Online ho trovato archivi italiani e non che mi hanno permesso di consultare documenti di ogni genere: dagli atti di nascita, ai registri dell’emigrazione. Non sempre è stato facile trovare ciò che mi serviva, alcune volte è stato assolutamente impossibile, ma è stato un inizio. L’olio di gomito non bastava mai… Ho sfogliato pagine e pagine di documenti per giornate intere, ho censito paesi interi alla ricerca dei miei antenati e l’impresa spesso è riuscita!

Il materiale disponibile online quasi sempre non va oltre il 1861, l’anno dell’Unità d’Italia e quindi risulta impossibile risalire all generazioni precedenti.
Non mi sono data per vinta, ho scelto di lavorare in orizzontale invece che in verticale, sulle linee indirette dell’albero invece che su quella principale. Così ho raccolto tutti i dettagli che sono stata capace di trovare. Ho consultato i Centri di studio e gli Archivi di Genova, ho scritto alle anagrafi di mezza Italia (non sempre ottenendo risposta, sigh) e ho fatto tutto ciò che era in mio potere per ottenere più informazioni possibili.
Non è un lavoro che è semplice terminare, anzi, forse è impossibile. Il prossimo passo dovrebbe essere quello di organizzare dei viaggi, nei luoghi dove il mio albero genealogico affonda le sue radici, ma per questo ci vogliono tempo e risorse. Solo visitando i luoghi e le parrocchie locali posso sperare di trovare nuove notizie, di ricostruire nuovi pezzi della storia…

Ho cercato e fatto cercare ai miei parenti tutte le foto più antiche, i documenti più vecchi. Ho ritrovato tutte le lettere del mio nonno materno, le carte d’identità dei miei trisavoli… Ho realizzato che c’è davvero un abisso tra quello che conosciamo di noi stessi e quello che siamo.
Una volta iniziato questo lavoro risulta impossibile rinunciare e non proseguire nella ricerca. In questi 15 mesi ho incontrato molte persone che hanno iniziato lo stesso viaggio e tutti dicono la stessa cosa… “Impossbile fermarsi!”.
È un’esperienza che consiglio a tutti, arricchisce la nostra persona sotto mille aspetti. Non si tratta solo della banale raccolta di nomi e date. Generazione dopo generazione, sono riuscita a scoprire nuove storie, misteri che nessuno fino a oggi conosceva. Se c’è qualcosa di cui mi pento è stato non aver iniziato prima a fare domande, aver lasciato andare la memoria storica di nonni e zii senza la consapevolezza che il tesoro che custodivano era davvero insostituibile.

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Le lettere spedite e ricevuto del mio nonno materno

Se volete farvi un’idea del lavoro che sta davvero dietro questa ricerca visitate il mio albero genealogico, qui trovate la linea paterna e qui quella materna.

Cercherò di raccontarvi di più nelle prossime puntate…

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