Giornalismo e editoria/Non lavorare stanca

Una mamma per amica – Io, Rory Gilmore e il giornalismo


SPOILER ALERT – ATTENZIONE: sei stai leggendo questo articolo, probabilmente segui Una mamma per amica. Ho atteso qualche mese prima di pubblicare questo articolo per evitare il rischio spoiler, ma se ancora non avessi visto la serie Netflix Una mamma per amica – Di nuovo insieme… Questo post contiene spoiler.

Ancora adesso, quando mi chiedono “Che cosa vuoi fare da grande?“, rispondo sempre “La giornalista“, ma poi arriva la seconda domanda “Quando lo hai deciso?” e non so mai che dire.

Non c’è stato un momento in cui ho detto “Diventerò una giornalista” o, se c’è stato, è stato in un tempo così lontano da perdersi tra i miei ricordi di infanzia.
La verità è che mi sono sempre sentita giornalista, non ho avuto scelta, non ho potuto o dovuto cercare un mestiere per me.
Io un mestiere ce l’ho sempre avuto.

Ce l’avevo quando al mio paese in Sud Tirolo mi dicevano “Ah, ma vuoi ezzere come Lilli Gruber? Ti vedremo al tc!” e ce l’avevo anche quando ho guardato il primo episodio di Una mamma per amica.

Inevitabile che io, bambina di 11 anni, mi innamorassi del personaggio di Rory Gilmore e mi immedesimassi in lei.

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Quante cose in comune con lei! I sogni, le passioni, le aspirazioni, mi rispecchiavo in lei totalmente.
Rory era alla Chilton, mentre io volavo verso la fine delle scuole medie e mentre lei dirigeva lo Yale Daily News io mi dedicavo anima e corpo al giornalino scolastico del Deledda, il mio amatissimo Tikambé.

Io ero lei e lei era me. Nessun’altra serie tv ha influenzato la mia vita e le mie scelte in modo così radicale.

Perché dentro di me, ancora oggi, c’è una Rory Gilmore che vuole scrivere e scrivere e scrivere.

Non importa quanto siano forti i tuoi sentimenti e nemmeno quanti milioni di sforzi tu faccia, c’è una cosa che nessuno aveva insegnato né a me né a Rory. I casi della vita sono imprevedibili e infiniti.

E così ti può capitare di scegliere di essere giornalista nell’epoca in cui tutti tuonano il giornalismo sta morendo, ma succede anche di avere colpi di fortuna e scoprire che nell’accontentarti d’altro, trovi anche altre cose a cui appassionarti.

Sotto molti aspetti la nuova serie mi ha lasciato perplessa, ma certe cose non sono cambiate. Rory è cambiata, è cresciuta e non sa che pesci pigliare. Non ci sono offerte di lavoro, il libro a cui stava lavorando non verrà mai pubblicato, eppure riesce a reinventarsi.

Sono felice che in Gilmore Girls – A Year in The Life, la mia eroina abbia dovuto affrontare fallimenti e sconfitte che ho incontrato anche io nel mio cammino nella vita adulta. Delusioni professionali, colloqui insoddisfacenti e progetti mandati a gambe all’aria, sono sensazioni che ho conosciuto e che mi hanno segnato.
Ancora una volta sono riuscita a identificarmi con lei e a capire che non importa quanto la vita ci dia addosso, non finiremo nella gang dei trentenni.

 

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