Quella volta a Genova...

L’evoluzione del Ferraris e l’oscuramento di Villa Piantelli, storia di una maledizione


Una volta la Val Bisagno era uno sconfinato spazio di orti e prati, che forse non avrebbe mai immaginato di diventare un budello di asfalto e palazzi ammassati l’uno sopra l’altro, sempre più spesso vittima di quell’acqua che faceva fiorire la sua agricoltura.

Villa Centurione Musso Piantelli (per gli amici, semplicemente Villa Piantelli) è nata in quel contesto di purezza e libertà, fatta costruire dalla famiglia Centurione verso la seconda metà del XVI secolo come grande casa di campagna al centro di un grande parco che si affacciava sul torrente Bisagno, è successivamente passata alla famiglia Piantelli e ha subito il suo destino, un destino che un po’ ricorda quello della Via Gluck
Lo spazio attorno a lei si ridusse sempre più, fino a soffocarla inesorabilmente tra lo stadio, il carcere e il traffico, ma Villa Piantelli resiste.

Genova_Marassi_Villa_Piantelli

Villa Piantelli lato Corso De Stefanis

Fu quando la sua storia incrociò quella del Genoa Cricket and Football Club che le cose cambiarono.
A Genova il calcio era ormai diventato sport popolare, la tifoseria cresceva e i dirigenti si resero conto che era necessario un impianto sportivo per le competizioni ufficiali e il marchese Musso Piantelli, tifoso dei rossoblù, mise a disposizione il terreno adiacente alla sua villa. Questo accadde nel 1910, un anno dopo venne inaugurato lo stadio di Via del piano, che diventò il primo stadio d’Italia.
Il 27 gennaio 1991 si giocò la prima partita (Genoa 1 – 2 Inter), il campo era costituito da un’area perpendicolare al Bisagno, mentre il 14 maggio si tenne il primo incontro ufficiale (Genoa 0 – 1 Piemonte FBC), da quel momento in poi il campo da calcio fu collocato nella stessa area, ma questa volta parallelo al torrente. Per Villa Piantelli fu l’inizio di un lungo cammino verso l’oscuramento totale, già allora la piccola gradinata che si trovava dove ora sono gli attuali distinti copriva una parte della facciata.

E’ a questo punto che devo aggiungere un particolare al nostro racconto, Villa Piantelli nel tempo si è guadagnata la fama di casa degli spettri, da sempre è teatro di fenomeni inspiegabili e paranormali, che viaggiano a cavallo tra la leggenda e la suggestione, ma le voci non hanno mai smesso di circolare: qualcosa di un po’ sinistro si aggira per le sue stanze.

In questo contesto, l’affronto rappresentato dalla costruzione dello stadio destinato a sopraffare la bella villa di campagna non poteva che scatenare nuove storie di sortilegi e fantasmi.
Detto, fatto. Lo stadio di via del Piano e il Genoa non sono rimasti immuni: la leggenda narra che, vedendo che la gradinata costruita toglieva la luce del sole al suo orto, una manente della villa lanciò una maledizione contro la squadra: “Per cent’anni non vedrai più la vittoria, così come il mio orto non vede più il sole”.
Quasi a far dispetto a spiriti e fantasmi con il passare del tempo, lo stadio nei successivi 105 si è evoluto e trasformato: il 1 gennaio 1933 furono inaugurati i nuovi spalti e venne cambiato il nome, fu intitolato a Luigi Ferraris (centrocampista del Genoa, primo tra i calciatori rossoblù a cadere nei combattimenti della Prima Guerra Mondiale e la cui medaglia è stata sepolta vicino alla porta che si trova sotto la Gradinata Nord), nel 1951 furono costruiti i distinti su due piani, poi in vista dei Mondiali del 1990 lo stadio fu demolito e ricostruito con la struttura attuale che a nascondere definitivamente Villa Piantelli dietro i distinti.

Marassi

Lo stadio Luigi Ferraris

Con il senno di poi, possiamo dire che a superstizioni e sortilegi si può non credere, ma da cinque anni a questa parte (tanti ne sono passati dalla fine della maledizione) il Grifone sembra essere un po’ meno sfortunato.

Se volete rendervi conto dell’evoluzione dello stadio e del quartiere di Marassi, guardate questo video. Una cronistoria interessante e con immagini storiche, buona visione!

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