Quella volta a Genova...

Genova 101 anni fa, un altro mondo…


Viviamo in un’epoca in cui gli anni passano veloci come ore e ci sembra sempre di essere allo stesso punto. Per questo ogni tanto è meglio fermarsi a riflettere e guardare indietro. Oggi facciamo un salto indietro, nel mondo in bianco e nero del 1914.

Abbiamo già parlato di quanto Genova sia cambiata negli ultimi 50 anni quando vi ho raccontato della demolizione della Cheullia e della casa natale di Paganini, ma quanto può cambiare la città in 101 anni?
Per farvene un’idea… Continuate a leggere!

Nel 1914, Genova ospitò l’Esposizione internazionale di marina e igiene marinara, inaugurata il 23 maggio, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena, e conclusasi il 15 dicembre, con una media di 5000 spettatori al giorno. Per ricordare l’evento, nel marzo scorso è stata allestita al Palazzo della Borsa una mostra dal titolo “L’Esposizione internazionale di Genova del 1914“, che riportato alla luce le meraviglie dimenticate di quel magico anno genovese.

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La funivia che collegava piazza di Francia a Carignano – Immagine di Aldo Barbieri

Il tema dell’esposizione era la rappresentazione della vita nelle colonie italiane in Africa: in pochi mesi venne realizzata una cittadella di legno e cartongesso che ospitava moschee, padiglioni espositivi e uno stadio, in cui il Genoa giocò alcune partite. Della realizzazione del progetto si occupò l’architetto Gino Coppedè, che in quegli anni ha contribuito a disegnare il profilo della città così come lo conosciamo oggi, con la costruzione di diverse opere.
L’area scelta per ospitare l’evento fu la spianata del Bisagno, la zona che va dall’attuale Questura ai giardini Brignole. Lo spazio non mancava e la vicina collina di Carignano rendeva tutto più suggestivo. La manifestazione si rivelò un grande successo nel suo omaggio alla scienza e alla tecnica, tanto da far guadagnare a Genova diversi primati. Due dei quali hanno attirato la mia attenzione.
Per permettere ai visitatori di raggiungerei padiglioni furono realizzate due grandi infrastrutture. L’ingegner Alessandro Ferretti realizzò un impianto di funivia a doppie funi traenti (la prima nel suo genere in Italia) che collegava piazza di Francia (l’odierna piazza della Vittoria) a Mura del Prato, quelle che delimitavano il quartiere di Carignano, dove
si trova l’Ospedale Galliera. Questa invenzione consentiva a visitatori e curiosi di salire in breve tempo verso la collina per poter ammirare dall’alto lo spettacolo dell’esposizione.

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Il Telfer che dalla Foce corre verso il porto

L’altra struttura realizzata è ancora più sorprendente da concepire con il senno di poi: il 18 giugno fu inaugurato il Telfer, la prima ferrovia monorotaia a sella mai costruita in Italia. Il progetto fu lanciato da Nino Ronco ed Enrico Coen-Cagli, rispettivamente presidente e ingegnere capo del Consorzio Autonomo del Porto di Genova e costruito dalle ditte Mantelli e Corbella in 100 giorni. La ferrovia collegava piazza di Francia a Molo Giano, costeggiando il greto del Bisagno, aveva un tempo di percorrenza di 6 minuti e fu una delle poche strutture dell’esposizione a essere riconvertite e utilizzate anche dopo il dicembre 1914. Fu adibita al trasporto merci e rimase in attività fino al 1918, quando fu demolita.

Nonostante le foto e le testimonianze dell’epoca, è davvero difficile immaginare una Genova così diversa: ampi spazi, rotaie sul mare, funivie in pieno centro. Eppure 101 anni fa la mia città era questo, qualcosa poi è andato storto.

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